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Pagina 3 di 3 Sempre sul cinema fa leva il parallelepipedo-comodino Movies Block (firmato Damasco), le cui facce sono rivestite da locandine di famosi film di fantascienza: da Blade Runner a Star Wars. E proprio il casco dei soldati dell’impero (gli indimenticabili e seriali robot bianchi) sembra ricordare la sinuosa lampada Dalù, del grande Vico Magistretti, sullo stesso comodino. Veramente stravagante è poi la lampada Tahiti di Ettore Sottsass (Memphis), tipica di quel design postmodern che gioca con l’impatto emozionale di forma e colore, riciclando le geometrie del Movimento moderno in una direzione giocosa e simbolica. Lo specchio Nessun dorma/Stravaganza (Andrea Gianni e Concetta Modica) presenta una scritta incisa con chiodini dorati, tipica della grafica dei dischi di Madonna e che fa pensare anche a Las Vegas con le sue prerogative postmodern. Il fiore variopinto rimanda ancora una volta alla Pop art e alla pittura di Warhol. Ben più ermetico è il fascino che scivola sulle facce del cubo-comodino di Antonio Scontrino; opera che, per quanto simile al Movies Block nell’effetto, possiede una sua propria logica creativa: si tratta qui di un’estensione tridimensionale della fotografia (astratta) che arriva a materializzarsi in una sorta di cubo cosmico. Il nesso arte-design, che si riverbera su ogni singolo artefatto di questa camera, trova la sua più spettacolare espressione nel letto matrimoniale Nobody di Gaetano Pesce (Zerodisegno). Interamente in resina, si tratta di un’opera d’arte, “unica” nella sua (irripetibile) gamma di sfumature cromatiche e firmata da uno dei più quotati artisti italiani; ma è anche un oggetto di design, prodotto in piccolissima serie (e su ordinazione) da un’azienda che fa leva sulle tecnologie più sofisticate.
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