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Progetto Leggerezza
Bauhaus, la mitica scuola tedesca di arte (applicata), di design e di architettura (1919-33). Tale sedia costituisce un vero e proprio salto tipologico: a differenza della tradizionale sedia in legno a quattro gambe, presenta una struttura in tubolare metallico che, senza gambe posteriori, permette una comoda oscillazione (seduta e schienale sono in legno di faggio e paglia di Vienna). Ciò comporta una serie di vantaggi: tecnico-produttivi, economici, igienici ed estetici. Le medesime osservazioni valgono per tavolo basso Laccio, sempre di Breuer, uno dei primissimi artefatti in tubolare metallico (1924), ridotto alle sue linee essenziali.
Il tema della leggerezza è interpretato dallo scultore-filosofo Enzo Germanà con una spettacolare installazione in fili d’acciaio che funge da ringhiera e trama decorativa: non appesantisce l’ambiente lasciando filtrare aria e luce come i mobili in tubolare metallico. Un’altra sua opera, sulla parte del letto, è la curiosa tavola multimaterica che allude all’opera di Johannes Itten, carismatico docente del Bauhaus che invitava gli studenti-apprendisti a sperimentare i diversi materiali combinandoli in realizzazioni (scultoree) molto eterogenee ed espressive.
La dicotomia espressionismo/razionalismo accompagna a lungo il Bauhaus. Lo ricorda Veronica Voronova con l’illustrazione digitale Snow: una levitante ed eccentrica figura femminile si contrappone alla disposizione modulare delle palle di neve/luci che sembra alludere all’oggetto industriale prodotto in serie.
Parlando di luci al Bauhaus, non si possono non ricordare le lampade di Marianne Brandt: tecnicamente ineccepibili e d’eleganza assoluta. Tra queste, eccone una delle più semplici: una sorta di disco voltante che aleggia sulla camera con gran… leggerezza.



 

Suite Leggerezza

Leggerezza