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Progetto Fluidità
Sulla parte del letto che funge da comodino, nella camera sulla Fluidità, non poteva mancare la spettacolare lampada Agaricon di Ross Lovegrove: è una sorta di fungo organico, un’esplosione di luce la cui emanazione luminosa è governta a piacimento con la semplice pressione del dito che ne determina l’intensità.
Accanto al letto, salta all’occhio una stupefacente poltrona in cartone pressata di Frank O. Gehry: davvero vi si siede con una certa soggezione tanto pare fragile; ma si capisce presto che le curve sinuose che la strutturano garantiscono una sicura stabilità, oltre che un avvolgente fascino.
Sulle pareti, si agita poi una specie di Espressionismo astratto à la Pollock. L’opera di Jackson Pollock, che faceva gocciolare secchi di colore su ampie superfici, sembra infatti riaffiorare nelle Uova strapazzate di Edilio Riccini: sfavillanti macchie di colore su cartone per uova come supporto. Allo stesso modo, potrebbe aver operato Angela Giarratana nel suo Senza titolo; ma, sotto gialli cerchi dal sapore illusionista e un fondo blu cangiante, s’intravedono pezzi di carta sovrapposti, che fanno pensare ai decollage di Mimmo Rotella.
Caotica e informale è poi l’illustrazione digitale Trees di Veronica Voronova: l’oggetto è chiaramente una natura vorticosa, che traballa, si confonde e non dichiara precisamente la sua base.
Accanto a quest’ultima e di fronte ad Amore e vortice, si agita La danza degli amanti di Angelo Arrigo. Anche qui ci troviamo nell’informale, attraverso il moto ascensionale delle pennellate che suggeriscono avviluppamenti amorosi e divagazioni emozionali fuori dell’ordinario.
Più riflessiva è invece la fotografia Brain – why not? di Antonio Scotrino. Sia pure carica d’emozione, se non altro per l’affascinante gioco cromatico di giallo e blu, quest’opera (come del resto altre dell’autore) ha una dichiarata attenzione sociologica: una macchia gialla al centro della foto, che potrebbe far pensare alla fisionomia del cervello, suggerisce infatti un’urgente attivazione della materia grigia – o gialla che dir si voglia! – in un’informe massa blu nella quale spicca con energia.
Lo specchio Nessun dorma/Fluidità (Andrea Gianni e Concetta Modica) è trattato come se fosse una pelle, vera e propria materia organica. Vi è infatti applicato un piercing, mentre la frase è prodotta attraverso un certosino martellamento della superficie. Si ottiene così una texture opaca che allude alla pratica del tatuaggio.

 

Suite Fluidità

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